Nati Oggi – 21 agosto: Laura Morante, eleganza e talento del cinema italiano

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Le radici di una donna di cultura
Laura Morante nasce il 21 agosto 1956 a Santa Fiora, un borgo in provincia di Grosseto, nel cuore della Toscana. La sua famiglia è intrisa di cultura: il padre Marcello è giornalista e scrittore, mentre lo zio è la celebre scrittrice Elsa Morante. Crescere in un ambiente così fertile non poteva che stimolare la sua sensibilità artistica. Nonostante questo, Laura non intraprende subito la carriera cinematografica: i suoi primi passi sono nel mondo della danza e poi del teatro, luoghi dove affina quell’eleganza naturale che diventerà il suo marchio di fabbrica.
L’incontro con il teatro e Carmelo Bene
La sua carriera artistica comincia molto presto, sul palcoscenico. A soli diciotto anni, debutta come attrice con Carmelo Bene, uno dei maestri più controversi e visionari della scena italiana. È lui a offrirle la possibilità di interpretare Ofelia in una versione sperimentale dell’“Amleto”. Da quel momento, il teatro resterà un punto fermo della sua vita, non solo come spazio creativo, ma anche come scuola di disciplina, tecnica e profondità emotiva.
Il debutto sul grande schermo
Il passaggio al cinema avviene nel 1980, quando Giuseppe Bertolucci la sceglie per “Oggetti smarriti”. È una parte difficile, intensa, che mette subito in luce la sua capacità di entrare nei personaggi con realismo e sensibilità. L’anno successivo lavora in “La tragedia di un uomo ridicolo” di Bernardo Bertolucci, accanto a Ugo Tognazzi: un’esperienza che la consacra definitivamente tra le nuove promesse del cinema d’autore italiano. Da lì in avanti, Laura Morante diventa un volto ricercato da registi raffinati e attenti al dettaglio psicologico.
La collaborazione con Nanni Moretti
Un capitolo fondamentale della sua carriera è quello con Nanni Moretti, regista che più di altri saprà valorizzare la sua naturale capacità di trasmettere fragilità e forza insieme. Con Moretti lavora in film come “Sogni d’oro” (1981) e soprattutto “Bianca” (1984), dove il pubblico si innamora di lei. La sua immagine, delicata e tormentata, si sposa perfettamente con il cinema intimista del regista romano, tanto che la loro collaborazione continuerà negli anni. Il culmine arriva con “La stanza del figlio” (2001), Palma d’Oro a Cannes, che le vale il David di Donatello come miglior attrice protagonista.
Una carriera internazionale
Laura Morante non è solo un’attrice italiana. Dopo il matrimonio con il regista francese Georges Claisse, si trasferisce per diversi anni in Francia, dove si fa conoscere dal pubblico d’oltralpe. Qui lavora in produzioni francesi e si costruisce una solida reputazione anche a livello europeo. La sua eleganza e la sua naturalezza davanti alla macchina da presa la rendono una delle interpreti italiane più amate in Francia, al punto da essere soprannominata “la musa toscana”.
Premi e riconoscimenti
La sua carriera è costellata di premi: oltre al già citato David di Donatello per “La stanza del figlio”, vince il Globo d’Oro per “L’anniversario” (1999) e ottiene un Nastro d’Argento per “L’amore è eterno finché dura” (2005). Le sue interpretazioni le valgono anche numerose candidature ai principali riconoscimenti del cinema italiano, confermando una carriera che non conosce pause. Morante si distingue per la capacità di passare con naturalezza da ruoli drammatici a commedie sofisticate, sempre mantenendo una cifra stilistica personale.
Una voce familiare per grandi e piccoli
Molti non sanno che Laura Morante è anche una straordinaria doppiatrice. Nel 2004 presta la voce a Helen Parr, Elastigirl, protagonista femminile del film Disney-Pixar Gli Incredibili. Un ruolo che la fa entrare nel cuore di migliaia di bambini e famiglie italiane, regalando a un personaggio animato il suo tono caldo e materno.
L’esordio come regista
Nel 2012 Laura Morante decide di passare dietro la macchina da presa con il film “Ciliegine”, una commedia delicata e intelligente, che ottiene un buon successo e le vale la candidatura ai David come miglior regista esordiente. Nel 2016 torna alla regia con “Assolo”, confermando il desiderio di raccontare storie personali, intime, spesso legate al mondo femminile e ai rapporti di coppia. È la prova della sua maturità artistica: non solo attrice, ma anche autrice capace di costruire uno sguardo personale.
Il ritorno al teatro
Nonostante il successo cinematografico, Laura Morante non ha mai abbandonato il teatro. Negli ultimi anni ha portato in scena spettacoli di grande intensità come “Locandiera B&B” e “Io Sarah, io Tosca”, dimostrando la sua passione per testi complessi e ruoli profondi. Il palcoscenico resta il luogo dove la sua recitazione diventa più intima e diretta, a contatto con il pubblico.
Una vita privata discreta
Lontana dai clamori del gossip, Laura Morante ha sempre mantenuto un profilo discreto. È stata sposata due volte: con il regista Daniele Costantini, da cui ha avuto la figlia Eugenia Costantini (oggi attrice), e con Georges Claisse, dal quale è nata Agnese Claisse, anche lei attiva nel cinema. Dal 2004 è legata all’architetto Francesco Giammatteo, con cui ha adottato un figlio, Stepan. Una vita familiare intensa, ma sempre custodita con riservatezza, nel segno della sua natura elegante e misurata.
L’immagine di una diva senza eccessi
Laura Morante incarna un modello di attrice diverso dalle dive hollywoodiane o dalle star del gossip. La sua bellezza non è mai stata gridata, ma sottile, quasi nascosta dietro un’aria pensosa e uno sguardo velato di malinconia. Critici e giornalisti l’hanno spesso descritta come un volto “modiglianesco”, elegante e senza tempo. È questa qualità, insieme al talento, a renderla ancora oggi una delle attrici più rispettate del panorama europeo.
L’eredità artistica di Laura Morante
Con oltre quarant’anni di carriera, Laura Morante ha attraversato cinema, teatro, televisione e doppiaggio, senza mai snaturarsi. Ha lavorato con registi del calibro di Moretti, Bertolucci, Virzì, Archibugi, Muccino, offrendo interpretazioni sempre intense e misurate. La sua capacità di incarnare personaggi fragili ma forti, donne comuni e figure complesse, le ha garantito un posto di rilievo nella storia del cinema italiano contemporaneo.
Conclusione: un compleanno da celebrare
Oggi, 21 agosto, celebriamo il compleanno di Laura Morante, attrice e regista che rappresenta l’essenza del cinema d’autore italiano: elegante, autentica, raffinata. La sua carriera è una testimonianza di dedizione e passione per l’arte, e il suo percorso è fonte di ispirazione per le nuove generazioni di attori. Non una diva dai riflettori facili, ma una donna che ha costruito la sua carriera passo dopo passo, con talento e discrezione.
Laura Morante resta una delle interpreti più amate e rispettate d’Italia e d’Europa, una voce e un volto che continuano a raccontare emozioni, sogni e verità.
